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Tuesday, September 1, 2020

Grice e Cione

Edmondo Cione Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Jump to navigationJump to search Domenico Edmondo Cione (Napoli, 9 giugno 1908 – Napoli, 19 giugno 1965) è stato uno storico della filosofia, storico, critico letterario, politico e accademico italiano.   Indice 1 Biografia 1.1 Formazione e prima attività politica 1.2 Adesione alla Repubblica Sociale Italiana 1.3 Attività politica nel dopoguerra 2 Opere 2.1 Curatele 3 Note 4 Voci correlate 5 Altri progetti 6 Collegamenti esterni Biografia Formazione e prima attività politica Di tendenze socialiste, e in un primo momento antifasciste, è stato allievo di studi di Benedetto Croce. Perseguitato della prima ora dal Fascismo, viene rinchiuso nel campo di Colfiorito di Foligno e poi mandato al confino a Montemurro.[1]  Adesione alla Repubblica Sociale Italiana Attratto dal nuovo indirizzo espresso dal Manifesto di Verona, aderisce alla Repubblica Sociale Italiana. Chiede e ottiene il consenso di Benito Mussolini (il quale si rende esplicitamente concorde) per la costituzione di una formazione politica indipendente dal Partito Fascista Repubblicano, denominata in un primo momento Raggruppamento Nazionale Repubblicano Socialista e, in seguito, Partito Repubblicano Socialista Italiano.  A tale formazione politica, su suggerimento dello stesso Mussolini, sarà concessa anche la pubblicazione di un quotidiano L'Italia del Popolo. Il Duce però non aveva nessuna fiducia né nell'uomo, né nell'impresa, tanto che durante una conversazione con l'ambasciatore Rudolf Rahn - preoccupato per una possibile apertura "a sinistra" del capo del fascismo - ebbe a dichiarare:  «Per ingannare i nostri avversari ho lasciato, non appena ho pensato che il nuovo fascismo in Italia fosse abbastanza forte, che alcune controcorrenti dicessero la loro, tra l’altro ho permesso che si formasse un gruppo di opposizione sotto la guida del professor Cione. Il professor Cione non ha una gran testa, e non avrà successo. Ma la gente che ora sta cercando di crearsi un alibi si raccoglierà intorno a lui e quindi sarà perduta per il Comitato di liberazione che è molto più pericoloso.»  ([2]) Attività politica nel dopoguerra Salvatosi dalle epurazioni partigiane nel dopoguerra, si costruirà una carriera politica nell'Italia repubblicana. Dal 1946 al 1949 militò nel Fronte dell'Uomo Qualunque; successivamente, quando il partito di Guglielmo Giannini si sciolse, entrò nel Movimento Sociale Italiano e nel 1952 venne eletto consigliere e poi assessore della giunta di Achille Lauro. Nel 1953 si candidò al Senato con la lista della fiamma nel colleggio di Afragola ma ottenne il 7.8% dei voti e non fueletto[3]. Deluso dai missini, aderì alla Democrazia Cristiana, senza però svolgere una militanza attiva nel partito. Negli ultimi anni di vita cercò di conciliare il messaggio di papa Giovanni XXIII con le aperture di Nikita Kruscev oltre la "cortina di ferro".  Opere Juan de Valdés: la sua vita e il suo pensiero religioso con una completa bibliografia delle opere del Valdés e degli scritti intorno a lui, Laterza editore, 1938 (2ª ed. Fiorentino, 1963) Francesco de Sanctis, Ed. Giuseppe Principato, 1938 L'opera filosofica, coautore Franco Laterza, Laterza editore, 1942 Napoli romantica, 1830-1848, Gruppo Editoriale Domus, 1944 L'estetica di Francesco De Sanctis, Pennetti Casoni Editore, 1945 Dal de Sanctis al novecento, Garzanti, 1941 (2ª ed. Pennetti Casoni Editore, 1945) Nazionalismo sociale: l'idea corporativa come interpretazione della storia, Achille Celli Editore, 1950 Napoli e Malaparte, Editore Pellerano-Del Gaudio, 1950 Storia della repubblica sociale italiana, Ed. Latinità, 1951 Benedetto Croce, coll. "I Marmi", Longanesi, 1953 Bibliografia crociana, Fratelli Bocca, 1956 Francesco de Sanctis ed i suoi tempi, Montanino, 1960 Questa Europa, M. Mele, 1962 Fascino del mondo arabo: dal Marocco alla Persia, Cappelli Editore, 1962 Benedetto Croce ed il pensiero contemporaneo, Loganesi editore, 1963 Fede e ragione nella storia: filosofia della religione e storia degli ideali religiosi dell'Occidente, Cappelli Editore, 1963 La Cina d'oggi, Filippine, Formosa, Giappone, Editore Ceschina, 1965 Leibniz, Libreria scientifica editrice, 1964 Narrativa del Novecento, Istituto editoriale del Mezzogiorno, 1965 Curatele Francesco De Sanctis, Un viaggio elettorale, Bompiani, 1943 Note ^ http://www.treccani.it/enciclopedia/domenico-edmondo-cione_%28Dizionario-Biografico%29/ ^ A. Spinosa, Mussolini. Il fascino di un dittatore, Mondadori, Milano, 1989, pag. 293 ^ Senato 07/06/1953 Area ITALIA Regione CAMPANIA Collegio AFRAGOLA, elezionistorico.interno.gov.it. Voci correlate Manifesto di Verona Raggruppamento Nazionale Repubblicano Socialista Repubblica Sociale Italiana Altri progetti Collabora a Wikiquote Wikiquote contiene citazioni di o su Edmondo Cione Collegamenti esterni Opere di Edmondo Cione sul web (da Google book search) Gennaro Incarnato, «CIONE, Domenico Edmondo» in Dizionario Biografico degli Italiani, Volume 25, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1981. Repubblichini d'opposizione. Storia. Un ex allievo di Croce negli ultimi mesi di Salò crea un "partito contro" su suggerimento del ministro dell'Educazione Biggini di Silvio Bertoldi, Corriere della Sera, 30 gennaio 1995, p. 30, Archivio storico. Controllo di autorità VIAF (EN) 46752996 · ISNI (EN) 0000 0000 8077 1630 · SBN IT\ICCU\RAVV\064612 · LCCN (EN) n92087681 · BNF (FR) cb109423674 (data) · NLA (EN) 36503969 · BAV (EN) 495/71313 · WorldCat Identities (EN) lccn-n92087681 Biografie Portale Biografie Fascismo Portale Fascismo Politica Portale Politica Categorie: Storici della filosofia italianiStorici italiani del XX secoloCritici letterari italiani del XX secoloNati nel 1908Morti nel 1965Nati il 9 giugnoMorti il 19 giugnoNati a NapoliMorti a NapoliAccademici italiani del XX secoloPersonalità della Repubblica Sociale ItalianaPolitici della Democrazia CristianaPolitici del Partito Nazionale FascistaPolitici italiani del XX secoloProfessori dell'Università degli Studi di Napoli Federico II[altre]

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