Tuesday, April 19, 2022

GRICE E COCO: COOPERIAMO

 Uo spirito cooperativo.   Se il tracollare di tante impresa o società sorrette  da grossi capitali aggiunge nuove pa^ne ai volume delle  nostre afflizioni , è bello invece vedere per virtù popo-  lana sorreggersi liberi e sicuri nel loro corso anche in  Italia i sodalizii dèlia previdenza e* del mutuo soccorso.  Animati nelle loro operazioni dal sentimento della pietà ,  e non mossi da studio di soverchio guadagno , finiscono  col raccogliere anche la ricchezza , come premio della loro  virtù e col dare un'alta pro\a di quella verità che gli  affari più cauti ed onesti sono sempre in (in dei conti i  più lucrosi. Così queste società nuove di operai e di pic-  coli indaslriali , svincolale dai vecchi rancori , amiche  deirordiiie e della liherlA, v:inno sempre meglio disegnando  ed aiiargaiido i contorni dell' azione, c creando una buona     Digitized     24 ' PARTE PRIMA.   Speranza per l'avvenire della nostra patria. Fatta Tlta-  lìa, è d'uopo per fare gP italiani che alle vecchie e ca-  scanti passioni di un popolo per secoli torpido e povero ,  sì sostituisca la fede energica nel lavoro e neir associa-  zione.   Occorrono a ciò quelle tempre d^ uomini gagliardi ai  quali nulla di onesto e di utile pare impossibile, e che  nel meditare al proprio, tornaconto non dimenticano quello  degli altri. Occorre che in tutte le citlà^ d'Italia sorgano  e iiros|u'rino gli spirili benevoli, i quali sappiano inlen-  dere l' iiulirizzo del nostro secolo, e prodighino le opere  buono a quello stesso modo , e sto per dire , con quella  spensieratezza , colla quale i più le stemperano nella ca-  scafigine e nelT ozio.   E queste qualità cominciano appunto a ravvivarsi nei  gruppi de' nostri cooperatori , le quali , mef^lio di tanti  discorsi accademici che entrano ed escono dalle orecchie  0 di certi volumi di economia politica , senza lettori, val-  gono a provare colla evidenza dei fatti , che la maggiore  delle industrie è l'onestà dei costumi, e che il lavoro e  r associazione non accrescono soltanto la nostra fortuna  materiale, ma ben di più» il patrimonio dei nostri affetti  e delle virtù nostre.   Di fronte al movimento d'associazione che si estende  da tutte le parti, è. necessario stabilire i cardini su cui  s' aggiri ben definito l' oggetto e lo scopo dell' associa-  zione.   Fino ad oggi te società di commercio e dMndostrla  avevano per unica mira il guadagno di coloro che le di-  rigevano. Questo guadagno talvolta eccessivo , aveva per   motore l'egoismo, c per mezzi i tranelli , la speculazione  e r aggiolag!2Ìo. E pur troppo mezzi così odiosi hanno  fatto colossali e scandalose fortune con desolazione c ro-  vina di una falange di creduloni e di delusi.   Le società cooperative hanno invece per ragione la fra-  ternità, per principio l'eguaglianza, per mezzi l'onore,  la probità e il lavoro dei cooperatori associati ; e per  ìscopo r emancipazipoe di tutti ; la cooperazione dà ai-     Dìgi}ized by     spiaiTo d' associazione.     25     r uomo il mezzo di amministrare e di gestire da sè stesso  ciò che gli appartiene , ed a ciascun cooperatore accorda  la facoltà di aver parte air amministrazione delle cose co-  muni. Còsi la cooperazione sorretta dall' intelligenza , vi*  vificata dair amor fraterno , rivela air uomo T arcano della  sua forza e della sua potenza. Ma peicliè giunga agli  sperati e (Te ili senza deviare dai principii che sono fon-  damenlo di ogni rigenerazione sociale , si addomanda ai  cooperatori vigilanza attiva e studiosa, saggezza, aniiega-  zione e virtù; nè, per evitare gli scogli contro cui rup-  pero tanti , cessino di tenersi in guardia contro i funesti  allctlamenli , i desiderii ambiziosi , le passioni egoistiche  e gelose. Bando sopratutto ai sistemi esclusivi! essi con-  tengono i germi di discordia e di dissoluzione che bi-  sogna sradicare dalla loro prima comj)arsa.   Quanto allo socielà cooperative formate lìnora in Italia,  mentre dobbiamo conoscere la devozione , il disinteresse  dei loro fondatori ed aderenti e i risultati abbastanza fe-  lici, tenendo calcolo delle difficoltà che erano da supe-  rare, converrà sìeno impiegate maggiori forze e sieno  sbandite tutte quelle mezze misure che conducono facil-  mente air aborto.   Si ha bisogno di uscire al più presto dalie vecchie  abitudini, dai sistemi restrittiyi, e rendersi p^puasi che  un progresso non è realmente buono se non m quanto  possano tutti parteciparvi; che T eguaglianza è T anima  della cooperazionc , come d'ogni giustizia; che il genio  cooperativo nel suo oggetto , nel suo scopo e nelle sue  conseguenze sociali , ha una missione immensa da com-  piere, e che deve penetrare come il sole, tanlo nelle cam-  pagne quanto nelle grandi città.   Ma perchè le società di credito e di produzione pos-  sano agire senza ostacoli deesi sgombrare il terreno del-  l' industria dall'impiccio delle tante braccia strappate alle  campagne e fioriate nelle città a far una disastrosa con-  correnza cogli operai. Per togliere dallo stato precario e  dalla miseria, ove si trovano, lutti questi campagnoli che  disertano la gleba per cercarsi lavoro nelle manifatture »     Digitized by Google     26     PARTE PBIMA.     bisognenibbe procurare la loro emancipazione col mclterli  anch'essi in grado di partecipare alla propriclà territo-  riale per mozzo delle associazioni cooperative. Al che  condurrebbero quando si formassero de' sodalizii agricoli  c industriali, abbastanza potenti per oHrirc un asilo a  coloro che non hanno una via aperta alla loro aUivilà.  Con questo mezzo il commercio e T industria si trove-  rebbero al riparo dalia concorrensa industriaJi superflui,  poiché ove le società cooperative non propagassero ia loro  azione nelle campagne, e restassero nelle sole pitià, su-  birebbero i maggiori disinganni.   Ed oltre a questa concorrenza dannosa, aggiunge  quella che i lavoratori si fanno fra essi e che forma  reggette dMndebite lagnanze. E infatti coltivatori, affit-  jtaìuoli , proprielarii si lamentano troppo spesso dr questa  concorrenza che , a detto loro , impedisce di vendere i  frulli del campo e del lavoro a buon prezzo, e non pen-  sano intanto che la concorrenza de'' produttori coi prezzi  moderali suscita un'altra concorrenza, quella de' consu-  matori; non pensano che se essi hanno quelle vanghe,  quelle zappe, quei martelli, quelle seghe a buon patio, e  appunto per la concorrenza delle fucine che procura a  minor prezzo il ferro di che hanno bisogno per gli isiru-  menti de' tgro mestieri ; che è la concorrenza dei tes-  sitori e de" granaiuoli che fa comperare ad essi con mo-  dici valori il vestito e il nutrimento, e tutto quanto entra  nei bisogni della vita.   Ma quando T equilibrio si rompe anche la concorrenza  diviene dannosa; le braccia divelle dai campi e intrec-  ciate agli ordigni de^ mestieri devono rompere Tarmonia  che è il supremo beneficio d^ogni sociale interesse > ed  è appunto un gran prezzo delP opera il far in modo che  ì campagnoli restino nelle campagne , nò depongano la  marra e il sarchiello pel maglio o pel telaio.   La concorrenza è ìm gran motore delle attività umane,  e trova la sua perpetua alimentazione nelP interesse indi-  viduale. Essa non e che il risultato dello sforzo che fa  ciascuno pel proprio interesse , e porta poi come ultima     Oigitized by     SPIBITO D'ASSOCIAZIOMB     37     conseguenza il bene generale. Essa è dunque il principio  deir esistenza Jelle società, poiché dalla concorrenza degli  uni e degli altri promana il vantaggio di lutti; nè per-  meile ad' alcuno di predominare a scapito degli altri, è  una compensazione che ci facciamo a vicenda.   Senza la concorrenza dei produUori i consumatori pa-  gherebbero tutto ad una esorbitanza di prezzi , e senza  la concorrenza clie i consomatori si fanno tutto cadrebbe  a prezzo sì abbietto che nessuno sarebbe più sollecitato  alla produzione.   E chi sconoscerà il vantaggio che ne trae T emulazione «  che è uno stimolante prezioso per T intelletto e per Fat-  tività deir uomo , e ne sorregge ne^ suoi lavori la medi-  tazione e i sudori per trionfare sui competitori suoi;  per studiare a tale intento , e trovare nuovi processi di  produzione più economica e più abbondante per accorciare  il tempo e conseguire Y esito migliore , e per soggiogare  le forze delia natura, decuplicando e centuplicando la forza  deir uomo?   Chi teme la concorrenza è solo colui che non sa far  meglio degli altri, o clic vagheggia guadagni più ghiotti;  egli sa che il consumatore si rivolgerà al fabbricatore che  lavora meglio, e al venditore che spaccia a minor prezzo;  e chi invoca misure restrittive, chi domanda ai governi  la proibizione d' introdurre merci forestiere , attenta alla  liberti, ed è un egoista che vuoi prelevare a suo pro-  fitto la differenza tra i suoi prezzi e quelli degli stra-  nieri.   Ha quando V equilibrio delle classi si rompe allora la  concorrenza conduce diviato alla ruina. E pur troppo ve-  diamo i giovani campagnoli non rare volte dalla mal tol-  lerata loro condizione sospìnti a quella delP artigiano delle  città, perchè a questo la giornata si paga più cara che  ad essi , ed ogni sabato esce dall'officina col suo salario  alla mano. Queste braccia divelle dai campi e iuirecciate  agli ordigni degli opificii tolgono le larghe emanazioni di  quella occupazi.one che fin dai primi tempi alimentò l'uomo  «uila terra. Eppure l uomo della campagna quando pensa     Digitized by Google     28     PARTE PRIMA.     all'artiere della città, dice: in (jual minor conto siamo  ' noi tenuti! S'inganna esso a partito; nessuno tiene in  minor conto chi guida il solco e T aratro, ed è neces-  sario che i contadini il sappiano, che abbiano ànch'essi  le loro istituzioni da cui sieno allettati, e che le provvide  virtù camminino fra i popoli agricoli » sotto i tetti di  paglia , tra i novali e i vigneti , e che la vanga e il  sarchiello non restino mortificati dinanzi al maglio ed  al telaio. 

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